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Le grandi cose iniziano sempre da dentro siamo nati per rinascere.

“Nel mese di febbraio i fratelli Lumière inventavano il cinema”

Auguste e Louis Lumière nel febbraio 1895 brevettarono il cinématographe, uno strumento che funzionava sia da camera che da proiettore. Si trattava di una macchina leggera che permetteva in un’unica soluzione di riprendere, stampare e proiettare. Poco dopo l’invenzione i due fratelli girarono il primo film “L’uscita dalle officine Lumière”, dove venivano ripresi un gruppo di operai, per la maggioranza donne al termine del loro turno in fabbrica. La prima proiezione a pagamento si tenne nel dicembre dello stesso anno a Parigi al Grand Café sul Boulevard des Capucines. Dopo aver brevettato tale apparecchio i fratelli Lumière iniziarono la formazione di operatori che giravano il mondo e ritraevano paesaggi, cerimonie, attraverso una cinepresa fissa oppure in movimento perché  montata su un treno o un altro mezzo mobile. Infatti ai Lumière non interessava riprendere i paesaggi nella loro staticità, ma piuttosto interessava riprendere il dinamismo delle persone, delle cose, delle situazioni. I film dei Lumière ebbero un successo breve perché dopo un primo momento di meraviglia e di stupore, il pubblico richiedeva una narrazione. Pensando che il cinema non avrebbe avuto un futuro, i due inventori dirottarono il loro talento ed i loro sforzi sulla fotografia a colori e nel 1903 brevettarono il processo “Autochrome Lumière”, che lanciarono sul mercato quattro anni dopo. In alcuni ambienti si dice ancora che il ruolo di padre fondatore del cinema è conteso tra i Lumière e Georges Méliès; avevano tecniche opposte gli uni dall’altro. I primi giravano un cinema della realtà mentre il secondo, da illusionista quale era, mirava alla realizzazione di sogni narrativi utilizzando anche degli elementi surreali. La diatriba è ancora aperta. Ciò che resta però ai giorni nostri  è un’invenzione brevettata che ha cambiato la vita di tutti.