Gli influencer hanno assunto negli anni un ruolo sempre più di rilievo nel mondo del marketing, perché molte aziende per proporre i loro prodotti ed i loro servizi si affidano alle relazioni di fiducia che gli influencer riescono a costruire con le proprie community. E’ qui che diventa importante capire che connessione esiste tra gli influencer e la proprietà intellettuale, tenendo conto che da un primo sguardo sembrano due mondi molto distanti tra loro. Secondo uno studio condotto dall’EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale )nell’agosto 2025 e attraverso un sondaggio a cui hanno risposto circa 300 influencer provenienti da tutta Europa, appartenenti a varie categorie, è emerso che la proprietà intellettuale è percepita da loro come uno strumento di personal branding. Soprattutto è emerso che coloro che possiedono dei titoli di proprietà intellettuale sono sicuramente più avanti nel percorso imprenditoriale rispetto a coloro che non possiedono alcuna privativa. L’86% degli influencer ha risposto di avere una familiarità con i diritti di proprietà intellettuale, mentre il 14% ha risposto di avere invece una conoscenza limitata. Un’alta percentuale di influencer ha comunicato di verificare sempre la legittimità dei brand prima di promuoverli attraverso delle collaborazioni che instaurano. In conclusione lo studio evidenzia che gli influencer sembrano essere consapevoli della responsabilità che hanno verso i loro follower e del ruolo della proprietà intellettuale come strumento di branding e di crescita del business. La vera sfida futura sarà quella di trasformare questa consapevolezza in un impegno più esplicito e concreto che andrà a coniugare la crescita del business, la tutela dei diritti e la cultura digitale.
